Abbiamo deciso di scrivere un articolo illustrativo per tutti coloro che non hanno un’ampia esperienza nel modo Hardware, ma vogliono comunque acquistare in maniera autonoma un notebook ad esempio su Amazon. Ora andrò ad elencare e cercherò di spiegare in breve le caratteristiche da tenere d’occhio per la scelta di un notebook:

CPU

La parte fondamentale e più importante, letteralmente il cuore del pc, generalmente se la CPU è buona sarò un buon pc, se la CPU è pessimo sarò un pessimo pc.
Ma che parametri andare a vedere tra tutti quei numeri e sigle ? La questione non è affatto semplice, tra nomenclatura e caratteristiche tecniche è facile perdersi. Sfatiamo subito alcuni miti:

  1. L’equazione i3 < i5 < i7 NON È SEMPRE VERA, anzi, non è raro che un i5 sia migliore di un i7, mentre per quanto riguarda il confronto tra i3 ed i5 al 90% è migliore quest’ultimo.
  2. La frequenza (o clock) del processore presa da sola è INUTILE, deve essere presa in considerazione insieme agli altri parametri (core e architettura ad esempio), attenzione poi a non confondere frequenza base con quella raggiunta in Turbo Boost, cosa che il processore fa in automatico quando è richiesta maggiore potenza.
  3. Non sempre un quad core va meglio di un dual core, anche in questo caso vanno prese e confrontate tutte le caratteristiche (e non solo), basta vedere in confronto tra gli AMD Serie A che se pur quad core a 45w erano meno prestanti degli Intel Serie U a 15w.

Passiamo quindi a parlare di quelli che sono i processori su cui orientarvi:

Intel, ha 4 serie principali di processori (per chi volesse c’è questa semplice spiegazione fatta da Intel per chiarire il significato delle cifre sulle sigle dei processori), che si differenziano in particolare per il consumo, ma andiamole a vedere con ordine,

  • 45W, o chiamate anche HQ, sono quelle che consumano di più ma sono anche le più potenti, CPU che sono realmente in grado di competere con soluzioni desktop di fascia medio-alta, fino al Q3 2017 erano dei 4 Core e 4 Threads per l’i5-7300HQ e 4/8 per la più diffusa e conosciuta l’i7-7700HQ, una CPU, quest’ultima, capace di competere con un i5-7600k (ovviamente stock), mentre dal Q2 2018 vengono presentate le nuove HQ a 6 Core e 12 Threads i cui prodotti di punta, l’i7-8850HQ e l’i7-8950HQ vanno a competere addirittura con un i5-8600k (ovviamente anche in questo caso stock) pur consumando sempre 45W, contro i 95 dell’8600k.
  • 15W, o chiamate anche ULV, sono quelle a risparmio energetico, ma che garantiscono comunque ottime performance, negli anni passati sono sempre state lontane dalle prestazioni delle controparti desktop, e andavano circa il 50% in meno rispetto agli HQ, ma dal Q4 2017 sono Intel ha presentato le nuove CPU Coffee Lake (o Kaby Lake-R) raddoppiando i core presenti per arrivare a 4 Core e 4 Threads per l’i5-8250u e 4/8 per l’i7-8550u, andando a scalvare rispettivamente l’i5-7300HQ e l’i7-7700HQ come performance, arrivando quindi alle prestazioni di un fisso di fascia media consumando per sempre 15W e scaldando e consumando addirittura meno della generazione precedente, un grandissimo lavoro da parte di Intel.
  • 5W, la prima delle due serie a 5W, i cosiddetti Core M, quelli che per me sono dei veri e propri capolavori, non a caso ho voluto un portatile con questa tipologia di processore; si differenziano per Core m3, m5 e m7, ma dall’ultima serie uscita (Kaby Lake quindi) vengono rinomati i core m5 e m7 rispettivamente in i5-Y e i7-Y, creando non poca confusione nei meno esperti. A livello di prestazioni sono paragonabili ad un i3-7100u per i Core m3 e m5 e addirittura ad un i5-7200u per il Core m7 ma con il grandissimo vantaggio di consumare 1/3 e poter essere raffreddati passivamente, quindi avere un dispositivo completamente fanless; Sono infatti i processori più pregiati dal punto di vista tecnologico sul mercato, avendo il miglior rapporto in assoluto tra potenza e consumi, ma non a caso sono per il 90% montati su macchine di fascia alta e decisamente costose.
  • 5W, la seconda delle due serie a 5W, e ahimè una delle più diffuse, ne fanno parte gli Atom, gli Cherry Trail, i Celeron e i Pentium, in ordine crescente di “potenza”, sono le soluzioni economiche di Intel, sufficienti per un uso basilare ma che vanno facilmente in difficoltà quando gli si chiede di più, generalmente sono sconsigliate, hanno senso solo su dispositivi ultraportatili tipo 2 in 1, convertibili e tablet, per il resto meglio affidarsi all’usato se si ha un budget ridotto.

AMD, qui c’è molto meno da dire, negli ultimi anni non è mai stata in gradi di avvicinarsi alla controparte Intel, nonostante avesse a listino dei processori 4 Core e 8 Threads a 45W, quindi sulla carta dei rivali della Serie HQ di Intel ma nella pratica poi erano processori abbastanza deludenti, sia dal punto di vista delle performance dove stavano tra un i3U ULV ed un i5 ULV che da quello dei consumi e delle temperature, solo un modello, l’FX-9830P era al livello di un i5-7200u, ma è stato montato davvero su pochi modelli di pc.
Grande rivoluzione c’è stata grazie all’uscita delle CPU Ryzen desktop, che hanno trainato anche quelle mobile di AMD (chiamate APU), introducendo nel Q1 2018 appunto le APU Ryzen, processori mobile a 15W formati da 4 Core e 4 Threads per il 2500U e a 4/8 per il 2700 che hanno colmato in gran parte il divario con le controparti Intel (rispettivamente l’i5-8250u e l’i7-8550u), pur rimanendo ancora leggermente dietro sia come prestazioni pure che per consumi e temperature, sono comunque le prime CPU mobile che AMD immette nel mercato dopo anni di stagnamento, per cui i margini di miglioramento potrebbero portare ad un allineamento delle prestazioni.
Da dire però che sono abbastanza rare, montate giusto su una manciata di modelli, il che non favorisce la loro diffusione e la voglia di investire in questo campo da parte di AMD, il che potrebbe essere un bene per l’abbassamento dei prezzi in generale, seguendo la falsa linea di quello che è successo con le CPU Desktop.

Tabella comparativa tra le diverse serie

In ogni colonna sono riportati i processori di una determinata Serie, mentre in ogni riga quelli che si equivalgono per potenza, considerando quelli più diffusi sul mercato attuale.
Per curiosità o domande su processori più datati chiedete pure.

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Processori Desktop IntelProcessori Desktop AMDProcessori 45W Serie HQProcessori Serie ULVProcessori Serie Core MProcessori Mobile AMD
i7-8700kRyzen 7 1700
i7-7700k/i5-8600kRyzen 5 1600i7-8850HQ/i7-8950HQ
i7-7700/i5-8400Ryzen 5 1500xi7-7920HQ/i7-6920HQ
i5-7600kRyzen 5 1400i7-7700HQ/i7-6700HQi7-8550uRyzen 2700U
i5-7400i5-7300HQ/i5-6300HQi5-8250uRyzen 2500U
i3-7100i7-7500u/i7-6500u
G4560i5-7200u/i5-6200ui7-7Y75AMD FX-9830P
i3-7100u/i3-6006um3-7Y30/i5-7y54AMD A12-9720P

 

GPU

Fondamentale in particolare se si cerca un pc gaming, ma da una grossa mano anche nelle simulazioni e nei programmi in 3D, così come per le CPU i numeri non sempre dicono tutto, e soprattutto non devono essere presi singolarmente, quindi NON giudicate una GPU solo dalla quantità memoria con cui è equipaggiata, molto più importante la tipologia di memoria, se GDDR3 o GDDR5; ma in linea generale nelle GPU è semplice capire tra due quale è migliore, perchè la nomenclatura va dal numero più piccolo a quello più grande, e vale sia per Intel, che per Nvidia che per AMD, i 3 produttori di GPU, sia dedicate che integrate, ma andiamo ad analizzarle più a fondo:

Intel, produce esclusivamente schede video integrate nei processori in due serie:

  • Le HD/UHD Graphics che sono identiche a quelle montate sulle CPU desktop, e che ovviamente sono totalmente inadatte al gaming, ma supportano tranquillamente anche 4 schermi in 4k se il pc permette di collegarli.
  • E le HD Graphics Iris, che offre prestazioni molto superiori alle integrate HD “lisce”, al livello delle dedicate entry level di Nvidia e AMD, e sono montate su alcuni processori ULV a 15 e 28W, su alcuni HQ a 45W e sugli Xeon.

Nvidia, produce esclusivamente schede video dedicate, le migliori nel campo mobile sia come prestazioni assolute che come temperature e consumi, fondamentali in un portatile, attualmente esistono due serie:

  • Le MX1x0, che sostituiscono le ancora diffusissime GT9x0m/mx, esse sono GPU entry level, e si piazzano principalmente su 3 livelli diversi, in ordine crescente di potenza: GT 820m, 920m/mx, MX110; GT 840m, 940m/mx, MX130; e la MX150 che è un basso in avanti rispetto alla serie GT che sostituisce. In sostanza il primo livello, formato da GT 820m, 920m/mx, MX110 è pressoché inutile e poco consigliabile visto che molto spesso allo stesso prezzo di trova il livello superiore, quello formato da GT 840m, 940m/mx, MX130, che già permette di giocare a praticamente tutti i giochi a 720p e a quelli molto leggeri come gli e-sport ad esempio anche in 1080p, mentre invece la MX150 inizia ad essere una scheda interessante, essendo il rebrand della GTX950m (che andremo a vedere dopo) permette di giocare bene o male a tutto al massimo in HD e molti giochi in 1080p.
  • Le GTX, sono quelle più potenti della famiglia Nvidia, fino alla serie 9xx pur avendo lo stesso nome con l’aggiunta della “M” alla fine, per indicare che fossero dedicate appunto al mercato mobile, erano molto meno potenti di quelle desktop essendo alla fine schede completamente diverse a livello tecnico, esempio: una 950M va come una 750Ti/1030, non coma una 950 desktop. La storia cambia radicalmente nel Q3 2016, quando con l’uscita della Serie 10×0 le schede mobile raggiungono le prestazioni di quelle desktop, essendo la stessa scheda solo leggermente castrata per mantenere temperature e consumi, con una differenza del 5-7%.

AMD 

 

Tabella comparativa tra le diverse serie

In ogni colonna sono riportate le GPU di una determinata Serie, mentre in ogni riga quelle che si equivalgono per potenza, considerando quelle più diffusi sul mercato attuale, ed escludendo le Nvidia dalla 1070 in su, che non hanno rivali in ambito mobile.
Per curiosità o domande su processori più datati chiedete pure.

Schede Video IntelSchede Video Nvidia MobileSchede Video Nvidia DesktopSchede Video AMD DesktopSchede Video AMD Mobile
GTX 1060GTX 1060
GTX 1050 TiGTX 1050 Ti
GTX 1050GTX 1050
GTX 950M/MX150GT 1030/GTX 750Ti
Iris 6200/Iris 580GT 940mx/MX130
Iris 550/Iris 650GT 920mx/MX110
HD 620/UHD620

 

RAM

Sulla RAM c’è poco da dire, tutti gli ultimi pc da almeno due anni a questa parte montano delle DDR4 SODIMM (il formato apposito per i portatili) con frequenze che solitamente sono 2400 o 2133 Mhz, ma che influiscono davvero un nulla nelle prestazioni; sono ancora molto diffuse le DDR3L, montate dalla terza alla sesta generazione.
Nel 90% dei casi le RAM sono una delle poche parti dei notebook che si possono sostituire, ed anche con molta semplicità, si apre lo sportello o il fondo del PC e si procede come sui fissi quindi non c’è da farsi influenzare nel quantitativo di ram nella scelta, anche perchè per fortuna poi la crisi delle RAM non ha influenzato il prezzo delle SODIMM che sono ancora a buon mercato, con un upgrade che ha costi contenuti.
Il quantitativo di RAM ovviamente può fare la differenza in certi ambiti:

  • 4GB: minimo sindacale, indicati per un uso base quale navigazione, multimedia, office ecc, sconsiglio fortemente di andare sotto i 4GB
  • 8GB: sono invece il minimo per chi vuole giocare, per chi usa programmi un po più pesanti e per chi fa multitasking con più applicazioni
  • 16GB: sufficiente per il 95% degli usi, sia in gaming che in programmi ingegneristici, di editing o rendering, bastano ed avanzano
  • 32GB +: qui si parla di workstation, che devono elaborare moli impressionanti di dati, spesso abbinati ad uno Xeon e ad una Quadro
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Autonomia

La differenza fondamentale tra fissi e notebook, la possibilità di usarli in mobilità senza avere una presa di corrente a portata di mano grazie ad una batteria integrata, che a seconda del modello può anche essere estraibile, ma piano piano come negli smartphone questa caratteristica sta scomparendo, il che ha lati positivi come l’avere uno chassis monoscocca che risulta più resistente e la possibilità di montare batterie più capienti, e negativi come il fatto di non poterla scollegare durante lunghe sessioni di operazioni intense e maggiori difficoltà a sostituirla nel caso succeda qualche cose.
Molto spesso si prende come unità di misura per la capacità le celle della batteria, cosa sbagliatissima, perchè esse sono i settori in cui è divisa la batteria sostanzialmente, e ci possono essere batterie con identica capacità ma una con 2 settori, l’altra invece 4, mentre solitamente è vero che batterie che hanno 8-9 celle, montate sui top di gamma, hanno quasi sicuramente capacità maggiore di una da 4. Quindi per non cadere in errore quello che bisogna controllare è la capacità della batteria, espressa il mAh o Wh, che nel 99% dei casi è tra i 4400 e i 12 mAh e tra i 40 e 90 Wh.
Ma andiamo a vedere quali sono le autonomia medie e consigliabii:

  • Base, 4-6 ore: il minimo sindacale per i 15″, per fortuna negli ultimi anni si è alzata un po, prima era sotto alle 3 ore, davvero insoddisfacente; per un 13″ o un 2 in 1 invece è ancora scarsa, sono dispositivi portatili e per tanto dovrebbero offrire di più; mentre invece per quelli prettamente da gaming con una 1070 o addirittura 1080 è più che ottima
  • Media, 6-8 ore: per fortuna piano piano sta diventando uno standard anche per i 15″ che montano dei processori ULV, grazie ai consumi sempre più ridotti, mentre è un ottimo risultato per pc con una scheda grafica GTX ed un processore HQ; è invece nella media per i 13″ e i 2 in 1, e praticamente impossibile da fare per pc da gaming, escluso l’Alienware 15.
  • Ottima: 8-10 ore: questa è un autonomia che permette una giornata lavorativa senza pensieri, i pc che fanno questo risultato sono solitamente i top di gamma che hanno un certo costo.
  • Eccellente: 10+ ore: rarissima un’autonomia del genere, si trova solo su alcuni ultrabook di fascia altissima tipo gli XPS o i Dell Latitude e i Lenovo Thinkpad.

 

Qualità costruttiva

Altra cosa molto importante, sfatiamo tutti miti sulle marche, ormai sono quasi tutte allo stesso livello, forse qualcuno sta un po più un altro ma la base è buona per tutte, non ci sono più grandi problemi di qualità costruttiva o temperature.
Ovviamente sono preferibili materiali pregiati, addirittura alcuni sono fatti in Alluminio 7075, conosciuto come alluminio aeronautico o Ergal, usato nell’industria aerospaziale e magnesio che è un altro materiale molto pregiato ma ovviamente sono prodotti top di gamma che hanno un costo non indifferente, mentre l’alluminio è quello più usato, che ultimamente si sta diffondendo anche nella fascia dai 6-700 euro in su, cosa prima non accadeva, visto che si trovava solo vicino ai 1000 euro.

Della qualità costruttiva ne fa parte anche l’aggiornabilità dei notebook, che ok si limita a ram e storage ma negli ultimi anni ha avuto sviluppi interessanti:

  • RAM: ormai il 95% ha due slot entrambi con ram non saldate, accessibili da uno sportello se in plastica o semplicemente togliendo il fondo se in alluminio, grande variazione rispetto al passato è l’assenza di sigilli, il che permette all’utente di aggiungere da solo RAM aggiuntiva, facendo risparmiare molto.
  • Storage: gli hdd/ssd in formato da 2,5″ sono sempre stati e lo sono tutt’ora removibili, ma c’è stata una diffusione incredibile degli slot SSD in formato M.2, che sono davvero una manna da cielo per affiancare al tradizionale disco meccanico una ssd per velocizzare il tutto, anche qui le modalità per metterli sono come le RAM, idem per il prezzo, la convenienza nell’installarlo post acquisto è molta

 

Temperature e Raffreddamento

Aspetto da sempre critico nei portatili, anche se negli ultimi anni c’è stato un miglioramento generale delle temperature davvero ottimo ancora è difficile arrivare al livello dei pc desktop, soprattutto se prendiamo due processori di pari potenza.
Da considerare per il raffreddamento sono soprattutto: le dimensioni, ovviamente più spesso è il pc e più aria che lo raffredda riuscirà a passarci, sempre difficile trovare infatti nei portatili da gaming in giusto compromesso nello spessore; le ventole di raffreddamento, che solitamente ne sono una per i pc con una CPU a 15W e due per quelli con 45W, grande eccezione la fa lo Xiaomi Mi Notebook Pro, che infatti spicca per avere temperature davvero eccellenti; e gli heatpipe, quelle guide in rame che dissipano il calore della CPU e della GPU portandolo alle ventole, normalmente nei pc basilari ce ne sono due, ma in quelli migliori anche 4 o addirittura 6.

Andiamo ora a vedere nei fatti quali sono le temperature che dovrebbero avere dei pc per essere buone, che sono tutte reperibili sui siti di recensioni come (notebookcheck ecc), nei diversi scenari:

  • Idle: lasciando il pc acceso ma senza fare nessuna operazione la temperatura deve essere necessariamente bassa, nell’ordine dei 35-40 gradi, giò oltre i 45 vuol dire che c’è qualche cosa che non va
  • Uso leggero: navigazione web con poche schede, video youtube, uso multimediale di visione foto e video e pacchetto office, tutte operazioni molto leggere, in queste condizioni la cpu è poco stressata e le temperature dovrebbero stare sotto i 50-55 gradi mediamente .
  • Uso stress: gaming prolungato o sessioni di lavoro con programmi che mettono sotto sforzo CPU e GPU, le temperature massime qui sono sensibilmente più alte di quelle desktop, arrivando a toccare anche gli 85-90 gradi, ma nonostante tutto sono ancora sotto controllo, oltre i 90 però iniziano ad essere decisamente alte.

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