Le auto a guida autonoma non utilizzeranno il sistema LIDAR. Questo è ciò che ha dichiarato Elon Musk, fondatore di Tesla, riguardo allo sviluppo di questa tecnologia e del grande investimento in essa da parte dell’azienda concorrente Google, la quale basa il suo sistema di guida autonoma proprio sul LIDAR. Questa affermazione ha fatto subito notizia poiché è ritenuta una tecnologia tra le colonne portanti verso il raggiungimento della guida totalmente autonoma.

Ma che cos’è questa tecnologia al centro di tante discussioni?

Il LIDAR, acronimo di Light Detection and Ranging, è  un metodo di rilevamento dell’ambiente circostante tramite degli impulsi laser i quali permettono al computer di bordo di creare una mappa 3D del territorio circostante fino a 10 volte al secondo e varia a seconda della velocità del veicolo. Viene utiilzzato insieme al sensore GPS andando a creare una grande quantità di dati, i quali permettono al software che li analizza di prendere decisioni in sicurezza secondo un lavoro statistico. La combinazione di questi due sensori è denominata SLAM (Simultaneous Localization And Mapping). Quindi perché Elon Musk dovrebbe essere contrario a questa tecnologia? I motivi sono essenzialmente due: il primo risiede nell’inaffidabilità del sistema al variare delle condizioni atmosferiche ( es. pioggia, nebbia ) le quali non permettono le corrette letture da parte dei sensori; mentre il secondo è un motivo prettamente economico poiché sia lo sviluppo che l’utilizzo di questa delicata tecnologia sono molto dispendiose per le aziende. La sua implementazione porterebbe quindi a un aumento dei già non indifferenti costi delle auto a guida autonoma, rallentandone ulteriormente la diffusione.

Il LIDAR è però solo una parte del complesso di sensori che permette al “cervello” del veicolo di prendere le corrette decisioni. Anche se integrato nel sistema SLAM, il LIDAR non è sufficientemente affidabile da poter lavorare in solitaria ma necessita di un’altra tecnologia: la DATMO (Detection And Tracking of Moving Object. La SLAM è  infatti in grado di analizzare solo situazioni riguardanti l’ambiente statico che circonda l’auto, la DATMO è invece in grado calcolare e prevedere la posizione di oggetti in movimento nei pressi del veicolo e se ne incrociano la traiettoria.

Tesla utilizza invece una tecnologia detta di “temporal smoothing” la quale funziona in modo similare a quella del LIDAR, ma utilizza dei fasci laser di lunghezza d’onda inferiore a quella dei concorrenti. Questo dettaglio dovrebbe andare a rendere meno sensibile alle condizioni metereologiche la precisione dei dati raccolti. Alcune vetture hanno riportato incidenti ma per il CEO di Tesla i ricercatori sono sulla giusta strada e il problema risiede solamente nell’affinazione del lato software e non del lato hardware.

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Musk ritiene quindi che per raggiungere la tanto ricercata autonomia di livello 5 ( detta di “piena automazione”) basti migliorare le giá esistenti intelligenze artificiali. E’ vero infatti che le auto della sua flotta sono già equipaggiate di un sistema hardware “driverless”, il quale però non è utilizzabile poiché vietato dalle leggi statali. Oltre a dedicarsi al miglioramento dei sistemi si dovrà quindi pensare a come creare una legislazione che permetta a questi veicoli di girare in sicurezza.

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