I motivi per il quale Labirynth – Dove tutto è possibile è un film da vedere assolutamente

I film per ragazzi degli anni 80 e 90 avevano alcuni capisaldi fondamentali, una sorta di magica ricetta, cambiata poco negli anni, che prometteva ai genitori un’ora e poco più di pace da strilli e capricci vari: prendi uno o più protagonisti molto giovani e spesso sfigati, ma in modo simpatico, li schiaffi in una situazione fantastica, aggiungi dei personaggi divertenti di contorno e abbondanti animatronic, condisci con qualche gag e  concludi con una spruzzatina lieve lieve di morale finale.

Questa ricetta ha fatto la fortuna di parecchi film, da Star Wars (si, lo so che è un fantascientifico cazzuto, ma ha tutte le caratteristiche di quel target che ora chiamano young adult) a La Storia Infinita, passando per Page Master e Jumanji.

labirynth

Oggi però vorrei parlarvi di un film che, a quanto pare, è molto poco conosciuto, almeno dai nuovi nativi digitali: Labirynth – Dove tutto è possibile.

La storia, in sintesti, è molto semplice: Sarah, sedicenne insofferente, si trova a dover badare al fratellino, figlio di seconde nozze del padre, che lei non sopporta. Non si sa quando, inavvertitamente esprime il desiderio che venga rapito dagli gnomi. Detto fatto, ecco sparire il fratellino e apparire, udite udite, David Bowie in calzamaglia! Il compianto Bowie oltre ad allietarci con una colonna sonora che Edward Shore levati, è Jareth, il re degli gnomi, nonché sovrano della città di Goblin, posta all’uscita di un labirinto che Sarah dovrà attraversare entro 13 ore per salvare il fratellino, che altrimenti verrà trasformato per sempre in uno gnomo.

Da qui, la trama di Labirynth segue i capisaldi classici del film per ragazzi: strani incontri con altrettanto strani personaggi, compagni di viaggio particolari e una serie di prove da superare. Per una trama più completa vi invito a cercare la pagina wikipedia del film.

Quello di cui io voglio parlare è del perchè dovreste DAVVERO vedere questo film, ovvero, i miei cinque buoni motivi per cui non dovreste perdervelo:

Punto 1. Le atmosfere. Le atmosfere sono cupe, Sarah si muove come in un sogno, ma non di quelli con unicorni e arcobaleni, e nemmeno nelle tinte scure di un incubo, è praticamente una Alice in Wonderland se Alice fosse nata negli anni 80 in qualche cittadina americana. La panoramica sul labirinto e la città di Goblin in lontananza è un colpo d’occhio splendido, l’intero dedalo, le sue trappole e i suoi passaggi segreti hanno un che di surreale e onirico, e il castello di Jareth strizza l’occhio alle architetture impossibili di Escher.

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Punto 2. Gli effetti speciali sono invecchiati abbastanza bene, di sicuro meglio che la computer grafica dei primi anni, e sono piacevoli da vedere anche a distanza di una trentina d’anni. La scena in cui Sarah precipita nelle segrete e viene raccolta da delle mani che si uniscono a formare dei volti che le parlano, è davvero da brivido, nonostante gli anni.

Punto 3. La recitazione. Gli attori recitano bene, convincono, la traduzione è abbastanza buona e i dialoghi non sembrano forzati, insomma, il film scorre e non ti sale il fastidio a sentir parlare qualcuno. Se volete un film per ragazzi che vi faccia venire l’orticaria in quel senso guardatevi Eragon.

Punto 4. Una colonna sonora veramente bella, con canzoni orecchiabili e ben inserite, che non stonano né durante il film né, se accettate un consiglio, nella vostra playlist. Personalmente, mi sento di citare tra tutte As the world falls down, che incornicia perfettamente la scena del ballo in cui Jareth tenta Sarah per l’ennesima volta, e Within you, che fa invece da sfondo al confronto finale tra la ragazza e il re dei goblin.

Punto 5. ALLERTA SPOILER. La morale finale di Labirynth: Sarah cresce, durante il film, matura e si lascia dietro i giochi dell’infanzia, ma non rinuncia del tutto alla sua fantasia. Tutto il film non è altro che una metafora delle difficoltà del passaggio dall’infanzia all’età adulta, ma si conclude anche con un invito a restare sempre un pò bambini, a conservare un pizzico dei sogni dell’infanzia.

Punto 6. E comunque, già ve l’ho detto che c’è David Bowie in calzamaglia, quindi non capisco che altro vi serva sapere!

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