Abbiamo già parlato di Iron Sky, dove i nazisti avevano colonizzato la Luna, in un fantastico film satirico-demenziale firmato Vuorensola, ma oggi voglio puntare i riflettori su un film per certi versi simile, ma molto meno conosciuto dal grande pubblico: Fascisti su Marte.

Fascisti su Marte porta la firma di Corrado Guzzanti e Igor Skofic. E’ una produzione del 2006, girata facendo il verso ai cinegiornali del ventennio in cui si prende in giro la dialettica pomposa e autocelebrativa del fascismo.

È un’opera che usa un registro diverso dal voluto trash di Iron Sky, ponendosi infatti più che come una storia strutturata (che possiede pure), come una serie di sketch comici, che è peraltro come il film era stato inizialmente pensato: partito come parte del programma satirico “Il caso Scrafoglia, è diventato poi un mediometraggio e, infine, un lungometraggio. Malgrado le differenze, tuttavia, entrambi i film si fanno portavoce, sotto il velo della comicità e dell’assurdo, di una dura critica ad ogni populismo, passato o futuro che sia.

fascisti su marte

Fascisti su Marte è pensato come un finto revisionismo storico, che narra l’avventura coloniale di un gruppo di cinque avventurosi fascisti: Fecchia, Santodio, Barbagli, Freghieri e Pini. Ognuno dei protagonisti rappresenta uno stereotipo del periodo (il vero maschio fascista, il pentito, il gerarca irriducibile, l’imberbe balilla…), impegnati nella difficile conquista del pianeta si ritrovano ad affrontare problemi come scarsità di acqua, cibo e ossigeno, gli attacchi dei pericolosissimi Mimimmi, autoctoni abitanti di Marte (in realtà delle pietre), tempeste di sabbia e il serpeggiante malcontento che nasce tra gli uomini dopo il lungo tempo lontani da casa.

nazisti

Il film cita liberamente fonti storiche (il gerarca Barbagli riporta, più o meno liberamente, diversi discorsi di Mussolini, con cui condivide l’italico mento e l’espressività) e altri film su fascismo e nazismo, come “Schindler’s List e “Il Grande dittatore, e un palesissimo richiamo a 2001: “Odissea nello Spazio. Molto divertente anche il cartone animato di regime inserito nel film e la parodia dei canti sardi cantata da Barbagli e i suoi uomini.

Purtroppo l’accoglienza, all’arrivo nelle sale italiane, è stata meno che tiepida, arrivando a incassare solo 736.754 euro, a fronte del costo stimato di circa un milione. Fortunatamente(?), l’intero film è facilmente reperibile in rete.

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