MP3

Addio mp3

Addio MP3, gli sviluppatori del Fraunhofer Institute dicono: “E’ un codec superato, i nuovi sono più efficienti”

Dismesso, interrotto il formato musicale che da più di 25 anni ha calcato un’intera epoca. Si parla dell’ MP3, reso noto anche dall’iPod di Apple, che ha però contribuito alla sua morte. E’ Fraunhofer Institute, la principale organizzazione responsabile per la concessione di licenze ai codificatori e decodificatori, che ha annunciato lo stop già dalla fine di aprile scorso.

Apple ha contribuito, naturalmente, alla popolarità del formato, ma al tempo stesso ne ha segnato inesorabilmente la morte. Dal lancio di iPod, nel 2001, non passò infatti molto tempo prima che Apple decise di abbandonare il formato MP3 per l’AAC, ritenuto già superiore nel corso del 2003. Ed è proprio il formato AAC che di fatto ha decretato la fine dell’MP3, considerato superato anche dal Fraunhofer IIS.

iPod 3a generazione (2003)

Lo stesso istituto, infatti, riconosce che la maggior parte dei servizi di media, come lo streaming o le trasmissioni TV e radio, utilizzano ormai moderni codec MPEG-ISO, come quelli della famiglia AAC o, in futuro, l’MPEG-H. Si tratta di codec in grado di fornire più funzionalità, oltre ad una qualità audio superiore a bitrate molto più bassi rispetto a quanto offerto dall’ MP3.

NON TEMETE

le vostre canzoni non smetteranno di suonare. I file Mp3 che miliardi di persone nel mondo custodiscono nei loro computer, telefoni e lettori audio funzioneranno per sempre – o almeno fin quando funzioneranno le memorie su cui sono registrati ma il formato audio in cui sono “encodati” appartiene ormai al passato, secondo chi l’ha creato. E per questo non verrà più supportato o licenziato.

Perché allora si legge sui siti di mezzo mondo che l’MP3 è morto? Semplicemente perché il Fraunhofer Institute ha smesso nell’aprile del 2017 di concedere l’MP3 in licenza ai produttori di hardware e di software.

Una scelta non certo volontaria ma obbligatoria: il 23 Aprile è scaduto l’ultimo brevetto legato all’MP3 valido solo ed esclusivamente negli Stati Uniti, il brevetto “US6009399A” di proprietà di Technicolor, altra azienda che ha contribuito allo sviluppo dell’MP3. Con la scadenza di questo brevetto MP3 diventa finalmente un formato libero che tutti negli Stati Uniti possono usare su apparecchi di ogni tipo per poter leggere, codificare e manipolare file MP3 senza versare un solo dollaro a Fraunhofer. Specifichiamo negli Strati Uniti perché in Europa l’MP3 è un formato libero fin dal 2012, quindi la notizia per il mercato Europeo non ha affatto rilevanza.

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È Fraunhofer che ha tutto il vantaggio a dichiarare morto l’MP3: come lei stessa scrive “ci sono altri formati più popolari che garantiscono una miglior qualità rispetto all’MP3, ad esempio l’AAC o il nuovo Mpeg H, il formato audio del futuro”. Tutto vero, come è vero che Mpeg H non è gratis ed è la stessa Fraunhofer a riscuotere le royalties per i software e i prodotti che lo utilizzerannocon cifre che vanno dai 0.15$ ai 0.99$ per dispositivo o licenza software.

L’MP3 non è morto, è solo libero e utilizzabile da tutti:

lo era già in Europa da cinque anni, lo diventa ora anche negli Stati Uniti ed è infatti da un sito americano che è partita questa “fake news” che è finita anche su qualche quotidiano in Italia.

Continuerà a funzionare, continuerà ad essere inserito in tutti i prodotti audio e video (ora è gratis) e fino a quando si deciderà di utilizzarlo per comprimere musica resterà il formato più usato al mondo. Anzi, paradossalmente ora che non è più coperto da brevetti potrebbe anche essere migliorato dalla community open source vivendo una seconda giovinezza e senza il rischio di cause legali.

Secondo il Fraunhofer Institute la cessazione del pagamento di contributi per le licenze bloccherà anche lo sviluppo; ma è bene ricordare che nonostante fino al 2012 per l’Europa e al 2017 per gli USA mese dopo mese siano entrate nelle casse dei suoi inventori cifre notevoli per ogni prodotto “mp3 compliant” è dal 2008 che nessuno mette mano allo standard MP3.

Esistono formati audio più evoluti, che offrono file più piccoli e di migliore qualità, ma solo i consumatori e il mercato decideranno quando saranno maturi i tempi per sostituire l’MP3.

Ci hanno provato in tanti, non ci è ancora riuscito il FLAC, formato gratuito di alta qualità nato nel 2000, non ci è riuscito l’OGG Vorbis e neppure l’AAC, che tra questi grazie al supporto di Apple era il candidato più forte. L’MP3 ora è libero, e vivrà ancora a lungo.

Fonti:

DDay.it

Macitynet.it

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