KODI
L’applicazione Kodi era già finita sotto i riflettori qualche mese fa per via delle accuse ricevute riguardanti il suo presunto legame con la pirateria.

In pratica questa applicazione non è altro cheun media player basato su librerie open source.

I punti di forza:
  • è un media center estremamente versatile, in grado di riprodurre qualsiasi contenuto decidiate di visualizzare. La sua compatibilità è pressoché infinita, abbraccia infatti quasi tutti i dispositivi esistenti sul mercato e in grado di installare applicazioni.
  • purtroppo in grado, grazie al supporto della rete e alle librerie open source, di rendere accessibile qualsiasi contenuto coperto da copyright. Se da una parte questo può rendere felici alcuni utenti, la riproduzione di contenuti di questo genere è assolutamente illegale e viene sanzionata dalle autorità. Proprio per questo motivo Kodi viene fornito dagli sviluppatori come una sorta di scatola vuota Toccherà poi all’utente completare l’applicazione in modo da poter visualizzare tutti i contenuti possibili. Proprio per quest non è difficile “inciampare” in siti che offrono la possibilità di accedere a contenuti illegali. Spesso questi ultimi facilmente reperibili online.
Infatti, molti utenti utilizzano l’applicazione in questione per riprodurre contenuti che non rispettano i diritti d’autore.
pirateria

Oggi, però, la vicenda si complica ulteriormente, con la XBMC Foundation, società dietro a Kodi, che ha dichiarato sul proprio blog ufficiale la sua volontà di “combattere” i trademark troll.

In particolare, si tratta di individui o società che cercano di guadagnare denaro tramite il lavoro altrui semplicemente registrando il marchio Kodi in altri Paesi. La situazione più grave è quella in Canada, con un tale Geoff Gavora che è addirittura riuscito a monopolizzare le vendite dei box Kodi su Amazon.ca, semplicemente registrando il marchio nella nazione.

Bisogna dire, però, che Gavora è stato “fortunato”. Infatti, altri trademark troll sono stati costretti a cessare la propria “attività” al primo richiamo da parte di XBMC FoundationGavora sembra intenzionato a procedere per la sua strada, e la fondazione fa sapere che, se necessario, non esiterà a fare ricorso alle vie legali.

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